19/08/2008
Is this what I fought for?
Does time end here?
Is this what I fought for, and what I've gained?
What a fool I have been
Think life had more to offer
Is that I lie here, in remorse and suffer
And I hate you for doing this
And I hate you for saying that
I never did enough to ever please you
Never did enough for it to cease too
Affect me the way it does
Provoke me the way it must
And I'm also thinking I'm not enough
My war on time got worse and faster
The sands faught hard
And every day I lost a battle
And even tough I knew I lied
And even tough I saw the signs
The same three words each time
I'm fine
And I hate you for doing this
And I hate you for saying that
Never did enough to ever please you
Never did enough for it to cease too
Affect me way it does
Provoke me the way it must
And I'm still thinking I'm not enough
I'm ashamed of the life I've lived
I am afraid of what I have been
And it just became, just became enough
01:57
Scritto da: elalby
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17/08/2008
Che fare..
Sapere cosa è giusto fare non è un problema, è IL prolema..
Sotto tutti i punti di vista, soprattutto se ci poniamo delle domande razionali a priori..
Giusto per chi?, perchè?, e soprattutto: quando?
Dico soprattutto perchè spesso scegliamo di portare a termine una determinata cosa che a noi sembra giusta ma nel momento sbagliato..
rischiando di cambiare il valore stesso di questa nostra azione..
Decidere cosa è giusto fare può richiedere ora di ragionamento, oppure una frazione di secondo..
In entrambi i casi, seppur di natura diversa, le probabilità di sbagliare sono molteplici..
Possiamo decidere di aspettare e ragionare sui perchè e i come di una nostra azione prima di compierla, oppure possiamo usare l'istinto facendoci guidare da emozioni e stati d'animo..
In entrambi i casi migliaia di fattori ne influenzano il successo, e questo è tale solo se condiviso dalla maggior parte delle persone coinvolte, le quali esprimono un giudizio ovviamente soggettivo..
Quindi spesso ci limitiamo a fare lacosa migliore, non riuscendo a fare quella giusta.
Considerato che purtroppo un'azione da noi considerata "giusta" non è mai disgiunta dalle azioni che l'hanno preceduta, o che la seguiranno..
Crediamo di avere in mano la nostra vita perchè sentiamo di camminare passo dopo passo nella direzione che abbiamo scelto, facendo una "cosa giusta" dopo l'altra, costruendo il nostro presente, quando ad un tratto un nostro errore ci fà inciampare, cambiare direzione e ci sconvolge i piani..
A questo punto serve fermarsi, ascoltarsi e parlare con se stessi, provando a capire di nuovo verso quale direzione vogliamo camminare, provando nuovamente a farlo al meglio, ovviamente secondo il nostro personalissimo giudizio, e ovviamente inesorabilmente sbagliando e imparando nuovamente..
Abbiamo migliaia di modi per scegliere questi nostri passi: istinto, ragionamento, confronto con gli altri.. E di solito tendiamo ad etichettare come "giuste" quelle cose che tolgono la tensione tra i nostri pensieri, mettono d'accordo le nostre idee e restano immutate anche se osservate da diversi punti di vista..
Il problema più grande sorge quando nessuna azione, in quel determinato momento considerata plausibile, possiede una di queste caratteristiche.. In questi casi ci sentiamo persi e presi in gabbia..
E non c'è modo di cambiare questa realtà, e quindi frustrati e calpestati cerchiamo di fare la cosa migliore, la meno peggio, non riuscendo a fare quella giusta..
Mi chiedo solo se c'è un modo per far si che la nostra azione assomigli il più possibile alla " cosa giusta da fare "..
04:24
Scritto da: elalby
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